Come valutare e scegliere il Sistema d'allarme


In un mare di offerte (apparentemente) speciali, prodotti low cost o ipercostosi, la cosa più complessa per l'utente è capire quali sono le differenze tra un buon Sistema d'allarme ed uno scadente.

Non è quasi mai corretto parlare di prodotti buoni o cattivi, perché la qualità dovrebbe sempre essere valutata in relazione al prezzo richiesto. Bisognerebbe quindi parlare di rapporto qualità/prezzo, ma questo non lo fa quasi nessuno... E occorrerebbe anche capire quali sono le reali necessità dell'utente al fine di scongiurare il rischio di spese non adeguate alle aspettative e, quindi, inutili.

Il Sistema antifurto è un prodotto tecnico ed è perciò più che logico che chi non è del settore fatichi a giudicarne l'effettiva qualità. Il rischio è pertanto di finire nelle grinfie di coloro che sono i migliori commerciali, ma che magari non offrono un grande prodotto/servizio...

Perciò cercheremo qui di dare qualche informazione che potrebbe essere utile ad un utente volenteroso per districarsi sul mercato, senza cadere troppo facilmente in astute trappole.

 

Per valutare quale Antifurto adottare per il proprio immobile, è importante conoscere quali sono le principali caratteristiche che indicano la qualità in un Sistema d'allarme. Quello che segue è quindi un elenco di tali caratteristiche:

 

FILARE O WIRELESS (CON O SENZA FILI)?

Spesso capita di trovarsi di fronte al dubbio se sia meglio un antifurto con collegamenti a filo o tramite connessione wireless. Alcuni installatori prediligono il tradizionale impianto filare, ma un numero sempre crescente di professionisti si sta orientando verso i Sistemi senza fili.

Ma quali sono i motivi e quali le differenze tra queste due filosofie di Sistema?

Chi preferisce gli impianti a filo sostiene che il wireless sia una tecnologia meno sicura, in quanto è possibile disturbarne il funzionamento. Inoltre i vari dispositivi wireless, dovendo integrare anche i circuiti di tramissione radio, sono più costosi di quelli a filo. Infine, periodicamente, le batterie dei vari dispositivi devono essere sostituite.

Chi invece predilige gli impianti senza filo ritiene che le problematiche di affidabilità e sicurezza siano ormai superate dalle nuove tecnologie, per lo meno negli impianti di qualità (di questo parliamo meglio sempre in questa pagina, nei punti che seguono più sotto) e che il maggior costo dei prodotti venga poi ampiamente compensato dal minor tempo di posa necessario.

In effetti un impianto filare richiede spesso varie giornate per realizzare tracce o canaline in tutto l'immobile. Ciò significa inevitabilmente un maggior costo di manodopera. Inoltre, salvo l'immobile non sia in fase di costruzione, l'installazione filare ha un forte impatto estetico (canaline elettriche in tutta l'abitazione...) ed ha una flessibilità pressoché nulla. Ovvero, nel caso in un secondo tempo si voglia modificare l'assetto degli interni, spostare arredi voluminosi come lampade, armadi, ecc., l'antifurto a filo potrebbe non essere più idoneo alla nuova situazione, mentre quello senza fili permette di rivedere il posizionamento dei sensori senza alcun problema.

Lo stesso ragionamento vale in caso di trasferimento: se si vende la casa l'impianto filare rimane lì, mentre quello wireless può seguire l'utente ed adattarsi perfettamente alla nuova abitazione.

Per questo motivo il wireless è certamente preferibile in caso si viva in affitto! Inoltre un Sistema senza fili è comunque molto più elastico, permettendo di spostare i sensori a seconda delle nuove esigenze e, soprattutto, permettendo essere modificato ed ampliato con sensori aggiuntivi (anche esterni!!!) pure in tempi successivi a quelli della prima installazione, senza doversi preoccupare di rovinare l'estetica dell'immobile. Nella tabella qui sotto cerchiamo di riassumere i pro e i contro dei 2 Sistemi.

comparazione tra antifurto con o senza fili wireless filare

SUPERVISIONE

Quando un Sistema wireless è supervisionato significa che la centrale interroga costantemente i vari dispositivi ad essa associati, in modo da poterne conoscere lo stato di salute (eventuali guasti, batterie scariche, problemi di trasmissione radio, ecc.). E' una funzione estremamente importante perché permette di essere sempre tranquilli che il Sistema funzioni correttamente, altrimenti si verrebbe opportunamente avvisati dalla centrale stessa (attraverso messaggi audio, display, SMS o telefonate).

Nei sistemi non supervisionati, invece, occorrere effettuare frequentemente controlli manuali per essere certi che tutto funzioni correttamente, ad esempio simulando i possibili tentativi di intrusione e verificando l'entrata in azione dell'antifurto. Ovviamente non si potrà mai essere certi che un minuto dopo aver fatto il controllo, tutto funzioni ancora (potrebbe ad esempio scaricarsi in qualunque momento una batteria di un sensore...). Nelle case-vacanza o, comunque, in abitazioni o locali in cui ci si reca saltuariamente, un sistema non supervisionato è infatti fortemente scosigliato!!!

Questa caratteristica è quella che più distingue un Antifurto professionale dai tanti antifurto reperibili su internet, che non eseguono mai la supervisione perché sono nella maggior parte dei casi un assemblaggio di componenti presi un po' qua e un po' là, ma che non possono parlare tra loro lo stesso linguaggio e, pertanto, comunicare adeguatamente con la centrale. Solo i costruttori che producono sia le centraline sia i sensori possono garantire che i vari dispositivi colloquino tra loro...

Naturalmente, per quanto spiegato sopra, è sempre meglio potersi avvalere di un Sistema supervisionato!

 

FREQUENZA DI TRASMISSIONE RADIO

Inizialmente gli antifurto senza fili comunicavano su frequenza 433MHz (ancora oggi utilizzata da molti sistemi d'importazione...)

Purtroppo sulla medesima frequenza lavorano anche molti altri tipi di dispositivi, come ad esempio i cancelli automatici. Non era quindi troppo raro che l'utilizzo di un radiocomando per cancelli potesse interferire con l'allarme. Addirittura questa caratteristica veniva (e viene tuttora) utilizzata dai ladri per disturbare il funzionamento della centrale ed introdursi nell'ambiente teoricamente protetto dall'allarme senza che il sensore riuscisse a trasmettere l'adeguata informazione.

Per questo motivo ai Sistemi antifurto è stata successivamente attribuita una frequenza dedicata: 868MHz, frequenza che non può ufficialmente essere utilizzata da altri dispositivi.

Purtroppo i ladri conoscono ugualmente questa frequenza e, se dotati di appositi dispositivi detti jammers, possono comunque disturbarla.

I costruttori di antifurto più importanti hanno quindi dotato le loro centrali di funzionalità anti-radiodisturbo (o anti-jamming), permettendo spesso il funzionamento su entrambe le frequenze in modo che, qualora ne venga disturbata una, la centrale continui a funzionare utilizzando l'altra. Anche in questo caso, però, è fondamentale non fare confusione. Ci sono infatti centrali d'importazione con moduli anti jamming e funzionamento in doppia frequenza, i cui sensori non hanno le stesse caratteristiche, perché non sono stati appunto sviluppati dalla stessa azienda (vedi anche punto precedente, quando abbiamo parlato della supervisione). Avere una centrale in doppia frequenza non significa quindi necessariamente avere anche un Sistema in doppia frequenza....

Le migliori centrali moderne lavorano oggi su spettri di frequenze multiple, rendendo di fatto impossibile a qualunque malintenzionato, radiodisturbare il Sistema.

E' quindi fondamentale che il Sistema da installare lavori su più frequenze e, soprattutto, che non usi solo la 433MHz.

 

PROTOCOLLO RADIO

Abbiamo prima parlato della frequenza di trasmissione, della portante, come a dire l'autostrada su cui i dati trasmessi vengono inviati. Ma, indipendentemente dall'autostrada utilizzata, questi dati possono essere scritti in vari linguaggi, spesso anche non compatibili tra loro.

I principali e migliori costruttori di antifurto utilizzano quasi sempre dei protocolli brevettati e criptati, di cui sono pertanto proprietari. In queste codifiche radio sovente vengono inclusi dei dati identificativi unici per ogni singolo dispositivo abbinato al sistema. Ovvero, ogni sensore, telecomando o altro, sono identificati ciascuno tramite un numero di serie, legato all'hardware, che li rende unici.

Questo perché alcuni ladri, con appositi dispositivi, potrebbero altrimenti riuscire ad intercettare la frequenza di un determinato antifurto (esempio quando si usa il telecomando o si eccita un sensore), per poi clonare il telecomando... In tal modo invece, anche intercettando la frequenza, solo i dispositivi effettivamente abbinati all'antifurto potranno interagire con esso, togliendo ogni possibilità di clonazioni.

Inoltre non è infrequente che antifurti non professionali, se installati a poca distanza tra loro (esempio all'interno dello stesso condominio), interagiscano involontariamente uno con l'altro.

E' importante perciò scegliere un Sistema le cui periferiche possano essere identificate dalla centrale con il loro numero di serie.

 

Inoltre il protocollo radio incide su altri 2 aspetti fondamentali del Sistema: la portata, ovvero la distanza dalla centrale fino a cui i dispositivi possono essere installati, e l'autonomia della batterie.

Oggi sono disponibili sul mercato prodotti professionali in grado di coprire fino a 2km in campo aperto e le cui batterie possono durare fino ad 8 anni (quindi il quadruplo rispetto alla media).

 

HARDWARE

Naturalmente la qualità costruttiva dei prodotti ha un impatto significativo sull'affidabilità del Sistema. Purtroppo fino a quando non si effettua un acquisto, anche intendendosene, non c'è modo di conoscerne il livello tecnico e prestazionale. Pertanto è ancora una volta preferibile chiedere consiglio ad un installatore di fiducia, meglio se specializzato in impianti d'allarme, che, conoscendo probabilmente numerose marche, potrà indirizzarti su quello più idoneo alla tue esigenze.

 

INSTALLAZIONE

Leggendo sul web le pubblicità di alcuni venditori on line, potrebbe sembrare che installare un antifurto sia davvero facile. Premesso che, come sempre, tutto è relativo, è importante rendersi conto che uno specialista in Sistemi d'allarme conosce tutti i risvolti tecnici che un utente qualunque non potrà mai sapere, anche se fosse un esperto di bricolage. Installare un antifurto non significa infatti fare qualche foro nel muro e programmare un sensore (che poi, spesso, risulta comunque più complesso di quanto non venga fatto credere...), ma essere consapevoli di QUALE sensore sia opportuno installare in quella determinata situazione, e quale è invece meglio evitare per scongiurare problematiche.

Ciò vale per l'individuazione del Sistema più idoneo, dalla centralina alla sirena, passando per tutti gli altri dispositivi.

Lo scopo di un buon installatore sarà quello di GARANTIRTI sempre un impianto che funzioni correttamente in quello specifico ambiente (le installazioni sono sempre diverse una dall'altra perché diverse sono anche le caratteristiche dell'abitazione, le abitudini e le esigenze del cliente, ecc.), che segnali un allarme quando avviene un'effettivo tentativo di intrusione, ma che al contempo non faccia rilevazioni scorrette, suonando per nulla.

Infatti non c'è niente di più deleterio di un allarme che grida "al lupo, al lupo!" quando il lupo non c'è...

Eppure questa è la situazione che si verifica più frequentemente con le installazioni fai da te...

 

SENSORI DA ESTERNO

A causa di un sempre crescente numero di tentativi di furto, sta aumentando la richiesta di anticipare l'allarme prima che i ladri siano già entrati. Fino a pochi anni fa la stragrande maggioranza degli antifurto era composto da sensori di movimento (o volumetrici) e/o da sensori di apertura porte/finestre. Con questa tipologia di dispositivi era pertanto inevitabile che il Sistema si allarmasse solo ad intrusione già avvenuta. Questo significava non poter evitare danni agli infissi, derivanti dallo scasso e, comunque, rischiare che il ladro si prendesse quei 3-4 minuti sufficienti a prelevare gioielli, computer, telefonini, ecc., lasciando inoltre la vittima con quel senso di violabilità e insicurezza che tutti coloro che hanno subìto furti conoscono bene...

Fortunatamente oggi abbiamo a disposizione tecnologie in grado di sorvegliare efficacemente l'esterno degli immobili e, quindi, rilevare un tentativo di furto prima che questo avvenga.

I sensori da esterno sono però molto più sofisticati di quelli per interni, perché devono essere costruiti con particolari accorgimenti che consentano loro di:

  1. poter resistere alle intemperie (molti pensano che installare un sensore da interno in un luogo esterno non esposto direttamente alla pioggia, sia un'operazione possibile, ma così non è perché il sensore dopo alcuni mesi smetterà di funzionare per via della condensazione). Devono quindi possedere circuiti tropicalizzati o essere stagni, in grado perciò di non rovinarsi e rilevare coerentemente pur se sottoposti a condizioni difficili: sbalzi termici, pioggia, neve, grandine, condensa, brina, alte e basse temperature, ecc.
  2. avere un'altissima immunità ai falsi allarmi. In esterno, infatti, le condizioni possono essere estremamente variabili, sia in termini metereologici che per via delle innumerevoli situazioni che possono verificarsi: passaggio di animali terrestri o volatili, svolazzamento di foglie, tende, giornali, movimento di rami, frasche, cespugli, ecc. Sono quindi infinite le variabili che potrebbero manifestarsi e causare un falso allarme. I sensori da esterno devono perciò essere in grado di distinguere queste possibili situazioni (e, ancora una volta, è molto importante la competenza dell'installatore nell'individuare il sensore più adatto ad un determinata situazione!)
  3. non essere sabotabili, anche nei momenti in cui li Sistema è disarmato.

In virtù del livello tecnologico richiesto e consigliato per questo tipo di sensori, è attualmente difficile (se non impossibile) trovare una buona affidabilità in prodotti low cost d'importazione.


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